//cdn.iubenda.com/cookie_solution/safemode/iubenda_cs.js Inverter: applicazione ai motori elettrici
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L’inverter varia la frequenza di alimentazione di un motore elettrico, adeguandone la velocità alle effettive esigenze del dispositivo a cui è collegato.

Un esempio: consideriamo una o più pompe di un circuito che devono mantenere in pressione il circuito idraulico a 2 bar. Con un comando on/off la pressione viene mantenuta tra 1,8 e 2,2 (per lo scarto del pressostato elettromeccanico) con diversi cicli di marcia e arresto della pompa.

Ad ogni ciclo si hanno alti consumi sia all’avviamento che durante il funzionamento sempre alla massima potenza, con conseguente logorio delle apparecchiature elettriche e meccaniche (cuscinetti, valvole, tubazioni, teleruttori e apparecchiature elettriche di comando). Allo spegnimento i logorii sono pressoché identici e in più si manifesta il fenomeno del colpo di ariete che va ad usurare le tubazioni, i cuscinetti e le valvole.

Con la nostra Soluzione basata su un comando ad inverter la velocità e la potenza del motore si adattano armoniosamente alla pressione necessaria all’impianto, aumentando e diminuendo dolcemente la velocità fino a fermarsi senza shock traumatici per l’impianto. Tutti i parametri di accelerazione e decelerazione, i tempi e le velocità sono programmabili a piacimento o, comunque, secondo le esigenze personalizzate del circuito.

Stessa cosa si può proporre attraverso un comando di temperatura, cioè, in base alla temperatura da mantenere in un circuito, la velocità della pompa aumenta (se deve raffreddare o riscaldare di più) e diminuisce (se siamo vicini al set point); anche in questo caso sempre con la possibilità di regolare tutti i parametri.

Quindi, entrando nel merito dell’impianto, possiamo proporre un sistema di controllo che ottimizzi i consumi energetici in funzione delle reali esigenze di funzionamento (identificate da opportuni parametri dell’impianto).

Per gli impianti di aspirazione centralizzati si può regolare la potenza aspirante a seconda dei corpi che devono essere aspirati (polvere, fumi, carta, trucioli, polvere di legno, ecc.) e a seconda delle utenze che stanno lavorando. Se, ad esempio, ho 5 macchine che producono polvere collegate allo stesso impianto aspirante, quando ne lavorano solo 3, chiudendo le bocchette delle 2 che non lavorano, automaticamente il motore riduce la potenza assorbita (pur mantenendo la stessa portata e potenza aspirante); e, viceversa, aumenta la potenza nel momento in cui apro le bocchette delle 2 macchine ferme; l’apertura e la chiusura delle aspirazioni può anche essere automatizzata con l’accensione del macchinario.

In sintesi, la nostra Soluzione permette di trasformare un macchinario passivo in un macchinario intelligente, attraverso la contestualizzazione del suo funzionamento, in base a relative tabelle di risparmio energetico, per poi programmare intelligentemente il macchinario.

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